Lella Golfo 

Nata a Reggio Calabria e vive a Roma.  Giornalista pubblicista, Commendatore e Cavaliere della Repubblica, la sua vita è una storia d’impegno sociale per le donne.

Dall’esempio di Marisa Bellisario, l’impegno di Lella Golfo a favore delle donne
“È arrivato il momento di cambiare passo, e la bussola non può che essere una nuova idea di futuro, una missione che guidi il Paese, capace di aggregare energie, idee e risorse”

La storia di Lella Golfo, Presidente della Fondazione Bellisario
Lella Golfo è nata a Reggio Calabria e vive a Roma. Giornalista pubblicista, Commendatore e Cavaliere della Repubblica, la sua vita è una storia d’impegno sociale per le donne. È ancora una ragazza quando si batte con determinazione per sostenere e difendere i diritti delle “gelsominaie” della zona Jonica e delle “raccoglitrici di olive” nella Piana di Gioia Tauro.
Approdata a Roma, con un gruppo di donne, inventandosi una forma di autofinanziamento per creare iniziative ad hoc finalizzate alla promozione delle donne, nel 1982 costituisce l’Associazione culturale “Buongiorno Primavera” e inizia la sua marcia ufficiale di attivismo culturale, politico, sociale dedicato alle donne, alle loro problematiche e aspirazioni. Colpita dalla figura di Marisa Bellisario, allora Amministratore Delegato dell’Italtel e prima manager di successo che il nostro Paese ricordi, nell’89, a un anno dalla sua scomparsa, decide di dar vita a un Premio in sua memoria. Nasce così il Premio Marisa Bellisario e due anni dopo la Fondazione Marisa Bellisario. Riconosciuta ufficialmente come Ente morale nel 1996, dal 2005 la Fondazione è anche una ONG riconosciuta con decreto dal Ministero degli Affari Esteri.
Dopo quasi trent’anni di impegno e lavoro – celebrati con due Mostre al Vittoriano di Roma e a Palazzo Reale a Milano – la Fondazione Marisa Bellisario rappresenta oggi un indiscutibile punto di riferimento sia per le donne che hanno già dimostrato “sul campo” le proprie capacità e competenze, sia per coloro che si affacciano nel mondo del lavoro.

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